lunedì, 06 febbraio 2006

cinque strane abitudini

Ecco dottore non è che io mi senta proprio male. No.
Certi giorni anzi sto da Dio, saranno gli ansiolitici che mi ha prescritto la settimana scorsa o il prozac che continuo a prendere ad libitum, ma in questi giorni mi sento proprio bene.
Dormo, dormo molto meglio, ho anche convinto Felice a lasciare le tapparelle leggermente alzate, lei lo sa che io non posso dormire al buio no? Ecco a Felice la cosa non lo faceva poi tanto felice!!! Si lo so che la battuta non è delle migliori, ma gli ansiolitici, dottore lo sa, mi azzerano il senso dell’umorismo.
Cosa le stavo dicendo? Ah si! Le parlavo della notte. Da quando Felice acconsente a dormire con la luce in camera dormo molto meglio, quando mi sveglio non ho paura di non sapere più dove sono e mi sento più rilassata. Certo la mattina torno ancora un paio di volte indietro per controllare se ho chiuso il gas, ma certi automatismi, lei m’insegna, nelle mie condizioni sono quasi normali. Sto provando poi a guardare la gente negli occhi, ci provo le assicuro, ma ciò nonostante mi resta sempre e comunque il bisogno di guardar loro le mani. È strano mi rendo conto, ma che vuole, già che non guardo più solo quelle, è un passo avanti no?
Parlo anche molto meno da sola, specie in macchina riesco a fare dei tragitti interi senza raccontarmi una storia, una qualunque, questo ha migliorato la mia attenzione alla guida e soprattutto non debbo più far finta di avere il vivavoce per giustificarmi con tutti quelli che non si fanno proprio gli affari loro.
Vedo che annuisce… sono felice che apprezzi. Io ci sto provando, ed anche Felice se ne è reso conto. Di tanto in tanto ricado nelle mie stranezze, ma lei dice che è normale no? Avere qualche problema a ricominciare una vita normale dopo certi terremoti emotivi. Vede come la sto a sentire? Questa dei “terremoti emotivi” era una definizione sua, se la ricorda? Ogni tanto la uso. M’è piaciuta così tanto che la uso spesso veramente. Ieri l’ho ripetuta alla parrucchiera, quando m’ha visto contare i capelli che cadevano le ho detto di non guardarmi così stupita, certi atteggiamenti sono normali dopo certi “terremoti emotivi”. Ha capito, sono certa che ha capito. Infatti se girata dall’altro lato ed ha ricominciato a lavorare tranquilla.
Sa che succede però, magari succedeva anche prima e non me ne ero resa conto, ma da qualche tempo la gente mi guarda come se avesse paura di me. Anche Felice, si chiude in bagno certe volte e duro fatica a farlo uscire, che sciocco. Annuisce… bene vedo che comprende. La parrucchiera per esempio aveva certi occhi sgranati!
Ba! Comunque mi sento proprio, ma proprio bene ed è tutto merito suo, no non si schernisca dottore, è merito suo, ne ho girati tanti di psichiatri prima di lei sa! Ma nessuno mi aveva fatto sentire così bene. Saranno gli ansiolitici. Una mano santa le assicuro una mano santa.
Ma si sente bene? È un poco rosso lo sa?
Beh!certo con questo caldo  le calze non fanno stare a proprio agio, ma non avevo altro con cui imbavagliarla. Vede che avevo ragione io quando le cantavo le lodi delle calze autoreggenti? Lasci stare il fatto che a me le cose strette in vita fanno quasi impazzire e quindi i collant non li potrei mai portare, ma se ora non avessi avuto le autoreggenti come avrei fatto in contemporanea ad imbavagliarla ed a stringerle qualcosa al collo? Ci provi lei con un paio di calzini!!! Non si agiti, tanto mi sento meglio. Ed è tutto merito suo.

postato da: onecat alle ore 17:51 | Permalink | commenti (7)
categoria:racconti, racconto